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Dolcificanti artificiali, storia e caratteristiche

Posted by Emanuele Salvato on 13-feb-2018 23.45.16

Motivi di salute, come il diabete, o di linea hanno portato alla diffusione di dolcificanti alternativi allo zucchero, alimento molto calorico e cariogeno. Un sostituto naturale, che abbiamo già visto, è il fruttosio. Ma esistono anche dolcificanti artificiali (aspartame e saccarina), conosciuti anche come edulcoranti di sintesi dal potere calorico molto basso.

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Nati, inizialmente, per venire incontro alle esigenze dei diabetici, si sono ben presto diffusi anche nella preparazione di molti alimenti dietetici. Una delle loro caratteristiche principali è quella di avere un potere dolcificante molto elevato e ne bastano piccole quantità per addolcire un alimento o una bevanda. Rispetto al fruttosio, altro dolcificante alternativo allo zucchero ma naturale, i dolcificanti di sintesi non si trovano in natura ma vengono sintetizzati in laboratorio. In particolare, l'aspartame ha un potere dolcificante 200 volte superiore allo Zucchero, mentre la saccarina addirittura 450-600 volte superiore. 

UN PO' DI STORIA. Studi dimostrano che gli esseri umani sono portati a preferire i sapori dolci e ad evitare quelli amari. Grazie a questa che, può essere definita una predisposizione fisiologica, i primi uomini riuscivano a distinguere elementi vegetali nutritivi da quelli nocivi per l'organismo. Una forte preferenza per i sapori dolci rimane per tutta l'infanzia e si attenua, poi, verso la fine dell'adolescenza. Nel corso della storia sono state utilizzate diverse sostanze alimentari, come miele e frutta, per addolcire il cibo, mentre in epoca moderna è lo zucchero di canna o di barbabietola a farla da padrone tra i dolcificanti. Il primo edulcorante ipocalorico, di origine artificiale, è la saccarina che è stata scoperta nel 1879 da Constantin Fahlberg. Forse non è noto a tutti che la saccarina è stata utilizzata come sostituto dello zucchero nei periodi in cui questo scarseggiava, come è il caso della prima guerra mondiale. Per oltre un secolo, però, la saccarina è rimasta nell'ombra salvo ritornare in auge quando la Searle introdusse sul mercato l'aspartame. Con il passare del tempo ai problemi di sotto nutrizione e malnutrizione, nel mondo occidentale, si sono sostituiti problemi opposti come il sovrappeso e l'obesità. Chi soffre di questi disturbi deve ridurre l'apporto calorico e per farlo si rivolgono a edulcoranti artificiali dal ridotto potere calorico e in grado di dolcificare in piccole quantità. 

FANNO BENE? L'OMS consiglia di non superare il 10% delle calorie totali attraverso il consumo di zuccheri, mentre per un diabetico il saccarosio non dovrebbe superare il limite del 5% dell'apporto clorico quotidiano. Un consumo eccessivo di questo dolcificante potrebbe aumentare alcuni rischi, come quello di cadere nella trappola dell'obesità. Per questo i dolcificanti artificiali sembrerebbero avere tutte le carte in regola per essere risolutivi rispetto al problema dell'obesità. Ma è molto ottimistico sperare di tenere sotto controllo l'assunzione calorica solo utilizzando dolcificante artificiale nel caffè a fine pasto. Serve moderazione soprattutto nell'alimentazione in generale. E valgono le regole ormai canoniche di curare l’alimentazione in maniera sana e moderarsi a tavola non fa certo male.

Oggi i dolcificanti artificiali si trovano tranquillamente nei supermercati on line. E si trovano anche nei diversi formati in commercio (barattolo, sacchetto, bustine, pastiglie monodose)

Topics: proprietà, dolcificanti

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