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Fruttosio, valida alternativa al saccarosio

Posted by Emanuele Salvato on 12-feb-2018 23.06.20

Non tutti possono assumere lo zucchero. I motivi sono vari: si va da quelli di salute a motivi legati alla dieta. Esistono alternative allo zucchero bianco, raffinato, di canna e integrale. Ci sono i dolcificanti artificiali, ma esiste anche un'alternativa naturale come il fruttosio, uno zucchero semplice abbastanza simile al glucosio, presente in quantità importanti nella frutta e nel miele. Trattandosi di uno degli zuccheri più dolci presenti in natura, il fruttosio è molto usato nella preparazione di dolci e, come detto, è spesso consigliato come sostituto del saccarosio per chi sta seguendo regimi dietetici particolari per combattere e prevenire diabete e obesità.

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COS'E' IL FRUTTOSIO. Dal punto di vista chimico il fruttosio è un monosaccaride con la stessa formula molecolare del glucosio, ma diversa struttura chimica. Anche le sue proprietà nutrizionali sono differenti. Come tutti i carboidrati anche il fruttosio apporta circa 4 kcal per grammo.

Combinato con il glucosio forma il disaccaride saccarosio, lo zucchero da cucina, rispetto al quale ha un potere dolcificante superiore. L'abbondante presenza di fruttosio conferisce al miele una maggiore dolcezza rispetto allo zucchero tradizionale. Fra le caratteristiche del fruttosio è da rilevare la sua igroscopicità, ossia la tendenza ad assorbire acqua dall'ambiente circostante e, contrariamente al glucosio, non ha potere cariogeno, cioè non fa cariare i denti.

Nonostante, come detto, sia contenuto abbondantemente nella frutta, per motivi per lo più economici si utilizza il mais per estrarlo. Lo sciroppo di mais, infatti, ha un’alta concentrazione di fruttosio (tra il 40 e il 60%, mentre per il resto è costituito da glucosio. La percentuale di glucosio rimanente viene convertita in fruttosio attraverso un processo chimico detto isomerizzazione.

Il fruttosio viene ingerito e assorbito a livello intestinale e arriva al fegato attraverso i vasi sanguigni. Nel fegato viene trasformato in glucosio per poi essere depositato sotto forma di glicogeno. La conversione in glucosio è necessaria poiché è l'unico modo attraverso il quale le cellule lo possono utilizzare. Viene assorbito in maniera inferiore rispetto ad altri dolcificanti sintetici e questa è una sua caratteristica importante.

Trattandosi di uno zuccherò semplice, il fruttosio non deve essere assunto dall'organismo i percentuali superiori al 10% dei carboidrati assunti, il cui totale, in una dieta sana, si aggira intorno al 60% dell'apporto energetico giornaliero. Per capirci meglio, se il fabbisogno energetico giornaliero è di 2000 kcal, gli zuccheri semplici dovranno fornire 120 kcal. Oggi rispettare queste dosi è difficile, poiché si tende a consumare cibi molto zuccherati, bibite gassate e prodotti dolciari di varia fattura dei quali è, in molti casi, sconosciuta la quantità esatta di zuccheri presenti.

FRUTTOSIO, LE ORIGINI. Il fruttosio è stato scoperto per la prima volta in alcuni laboratori di ricerca del Giappone, dove alcuni studiosi stavano cercando un modo per ottenere uno zucchero economico che permettesse di limitare l'importazione di saccarosio. Anche gli Stati Uniti, successivamente, adottarono questa tecnica limitando le piantagioni di canna da zucchero e aumentando la produzione di sciroppo di mais.

Lo si può trovare facilmente in commercio anche nei supermercati on line. Lo si trova in diversi formati: in bustine, confezioni da 500 grammi.

Topics: proprietà, fruttosio

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